10/09/2010      GIROBIO - Giro Ciclistico d'Italia Dilettanti Under 27
PROGETTO
Il progetto GIROBIO descritto dal Presidente Giancarlo Brocci, dal Presidente Regione Toscana Claudio Martini e dall'Assessore alle politiche per la salute Regione Emilia-Romagna Giovanni Bissoni.
Quando abbiamo iniziato a parlare di “GIRO BIOLOGICO” con la Regione Toscana sembrava davvero un salto triplo nel futuro. Oggi, grazie ai successi de “L’Eroica”, cicloturistica d’epoca, e della “Monte Paschi Eroica”, l’attenzione ricevuta dall’idea denominata “GIRO BIO”, nata proprio tra quegli appassionati, è stata tale da far giungere prima alla stesura del progetto di fattibilità dopo aver esperito tutti i passaggi, gli incontri e valutato le collaborazioni, poi al via di un complesso iter di gestazione attraverso cui, oggi, la creatura va a nascere.

Elenchiamo i soggetti iniziali coinvolti: la Presidenza della Regione Toscana, con i Dipartimenti Salute ed Attività Giovanili, la Federazione Ciclistica Italiana, L’Università di Siena con la sua Medicina dello Sport, L’Eroica, il Ministero delle Attività Giovanili (prima con un bando da cui un progetto FCI poi con il Patrocinio concesso dalla Ministro Meloni). Quindi sono arrivate le altre Regioni interessate dal disegno del Giro, a partire dall’Emilia Romagna, cui si sono aggiunte Lombardia, Veneto e Marche; anche il Ministero della Salute ha espresso il suo appoggio.

L’idea, già presentata a suo tempo ed ampiamente dibattuta, possiamo provare a riassumerla in estrema sintesi: ciclisti dilettanti, al massimo livello mondiale, impegnati in una gara a tappe che li riporti alle condizioni di inizio secolo scorso: stare soli e tutti assieme a mangiare e dormire, monitorati preventivamente da una serie di protocolli biologici e poi costantemente durante le giornate di gara, supportati medicalmente dal solo staff dell’organizzazione. Inutile star qui a magnificare il valore di un lavoro scientifico (a cui tutti i partecipanti hanno concesso il nullaosta) che mostri come si può praticare uno sport duro come il ciclismo, portare a termine una gara a tappe di notevole impegno, in modo assolutamente naturale, “biologico” appunto. Inutile anche accennare alla portata, in chiave di battaglia culturale al doping, di una cosa fatta, sul campo, rispetto a cento dette e scritte. Non solo; il progetto presume di inserire anche elementi educativo-comportamentali che privilegino la vita di gruppo post gara e comprendano pure il divieto di gettare qualsiasi rifiuto dalla bici durante la corsa, se non in appositi spazi.

Nello specifico del progetto si può dire che, con la FCI al suo massimo livello ovvero col presidente Di Rocco, è stato individuato nel recupero del Giro d’Italia Dilettanti il contenitore sportivo di grande prestigio, una vetrina mondiale che conta storia e grandi nomi nel proprio albo d’oro. Il Giro d’Italia Dilettanti non viene più disputato da tre anni (ultima edizione nel 2006) ed un rilancio in questa chiave eroica gli potrà rendere enorme impatto mass mediatico. Molto del successo di immagine del Giro Bio, ovviamente, dipenderà dalla suggestione e dall’efficacia dei luoghi dove saranno ospitati i ragazzi (dilettanti under 27) e solo loro; oggi è in uso il termine “location” e di certo una location giusta servirà a diffondere l’immagine “pulita” di tanti giovani sportivi impegnati in modo trasparente in una grande impresa sportiva.

Come detto in premessa, siamo quelli de “L’Eroica”, ovvero, passione per le radici autentiche di un grande sport come il ciclismo: sulle magnifiche strade (anche “bianche”) di questo Giro Bio siamo convinti che andremo a ritrovarle ed a riscoprire il gusto della fatica vera e di una grande avventura sui pedali, quella che aveva scritto l’epica del Novecento.

Dr. Giancarlo Brocci
Presidente
Il Girobio è un’iniziativa importante sia per il valore sportivo che per i valori etici che propone. L’idea è quella di proporre una gara a tappe, ricalcando lo spirito dei primi giri di Francia e d’Italia. Quel ciclismo epico, che riusciva a entusiasmare le folle come ai tempi di Coppi e Bartali o di Gimondi. Il Girobio è una proposta nuova studiata per privilegiare e al tempo stesso garantire i corridori. Il progetto di selezionare dei ciclisti dilettanti al massimo livello, e farli seguire per tutto l’arco della competizione da una equipe medico-scientifica per garantire l’attendibilità dei parametri e l’integrità fisica dei partecipanti è sicuramente vincente.

E’ un’idea semplice, ma al tempo stesso rivoluzionaria per uno sport in cui troppo spesso si è seguito fino all’esasperazione la vittoria. È un’opportunità per questo sport che amiamo per ritornare alle radici: quando eravamo certi che a vincere era sempre il più forte e mai avremmo avuto il dubbio che a vincere potesse essere stato quello con il medico più scorretto. La Toscana è da sempre schierata a favore dello sport pulito ed è storicamente una terra di ciclisti. Per questo è stato per noi naturale aderire a questa iniziativa che vuol promuovere una visione sana ed educativa dello sport.

Il mio auguro ai giovani atleti, a tutti coloro che hanno reso possibile questa manifestazione ed a chi vi assiste è di vivere belle giornate di sport con la certezza che questa volta, senza alcun dubbio, vincerà il più forte.

Claudio Martini
Presidente Regione Toscana
La Regione Emilia-Romagna è da tempo impegnata, nell’ambito delle sue attività di promozione della salute, in programmi di promozione dell’attività fisica. noto infatti che nei Paesi industrializzati la sedentarietà è divenuta il secondo più importante fattore di rischio per la salute, dopo il fumo di tabacco: esiste una stretta relazione tra l’inattività fisica e le patologie cronico-degenerative, che rappresentano circa il 75% delle cause di mortalità nei Paesi industrializzati. Allo stesso modo, la nostra Regione è particolarmente sensibile al tema della lotta al doping, fenomeno presente non solo a livello sportivo professionale agonistico ma anche, e forse più pericolosamente, in ambito amatoriale.

Promozione dell’attività fisica e lotta al doping sono tematiche strettamente interconnesse. Entrambe sono molto significative ai fini della tutela della salute della popolazione: combattere la sedentarietà, promuovere i valori dello sport sano e della lealtà nella competizione, contrastare la cultura del doping, sono tutti strumenti che la Regione Emilia-Romagna ha ormai imparato ad utilizzare per perseguire i propri fini istituzionali.

Proprio perché abbiamo riscontrato condivisione su questi temi, abbiamo subito aderito, assieme ad altre Regioni, all’iniziativa del “Biogiro”, un giro d’Italia per dilettanti, organizzato in modo da garantire la correttezza e la lealtà sportiva e per promuovere lo sport come chiave di volta per la tutela della salute. Questi valori sono peraltro gli stessi che sottendono al nostro progetto “positivo alla salute”, un progetto attuato dall’Assessorato politiche per la salute assieme all’Assessorato allo sport, cultura, progetto giovani: rivolto a tutti coloro che praticano sport, soprattutto ai giovani, e con il coinvolgimento dei medici del Centro regionale antidoping, il progetto, che si sviluppa in una campagna di comunicazione e in diverse iniziative che coinvolgono il mondo dello sport amatoriale ma anche il mondo della scuola, vuole dire no a tutte le sostanze dopanti, riaffermando il ruolo centrale dello sport per una buona e sana crescita della persona.

Il “Biogiro” rappresenta senz’altro un’occasione importante per portare all’attenzione di un pubblico più vasto le tematiche cui ho fatto rapidamente cenno, e mi auguro che esso diventi un appuntamento costante nel calendario sportivo italiano.

Giovanni Bissoni
Assessore alle politiche per la salute Regione Emilia-Romagna
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